Mi rendo conto che certe sonorità distorte ed estreme possono piacere, me ne rendo conto perchè piacciono anche a me. Proprio per questo approfondisco e mi chiedo:

cosa significa «mi piace questa musica»?

Significa che la mia anima le ‘riconosce’, sono parti che essa già contiene, parti di me che posso decidere di alimentare oppure no.

Si, perchè ascoltare musica è esattamente come mangiare, la musica nutre il corpo animico, il cibo il corpo fisico. E così come è necessario, per avere un corpo fisico in salute, seguire una certa dieta, per avere un’anima in salute bisogna seguire una certa dieta sonora.

Tuttavia non è ancora entrata a far parte della nostra cultura l’idea che certe sonorità oggettivamente possano far male, nonstante ‘piacciano’. Si pensa subito «a me no, non fa male, anzi, a me piace, io sto bene quando l’ascolto». Se si prova a dire che la musica metal – o un certo tipo di rock estremo pieno di distorsioni e suoni di chitarra elettrica impazziti – spacca il neuroni, trancia le sinapsi, danneggia il sistema nervoso, spinge verso regioni buie della psiche, si viene presi d’assalto come retrogradi o bacchettoni. O nel miglioe dei casi non ascoltati semplicemente.

Cosa significa ‘a me piace’?

Anche a me piace il fritto, ma se mi alimento prevalentemente con i fritti il mio fegato si ammala e presto o tardi finisco dal dottore, che è informato e mi dice: «signora, elimini i fritti». [ In realtà anche qui ci sarebbe da aprire una parentesi, perchè per quanto è distorto il nostro sistema di ‘cura’ piuttosto mi verrebbe prescritto qualche farmaco.. ma questa è un’altra storia ]

Ma se io ascolto musica spaccacervello tutti i giorni , e poi mi ammalo di depressione, di ansia, o divento violento, o semplicemente ho difficoltà a concentrarmi, magari andrò pure dallo psicologo, ma quello non mi dirà: «signora smetta di ascoltare black metal».

La musica nutre l’anima come il cibo nutre il corpo. Se io mi cibo di spazzatura riempio di spazzatura il mio corpo e se mi cibo di musica-spazzatura riempio di vibrazionoi spazzatura la mia anima.

Per una persona allenata a percepire gli stati d’animo la cosa è abbastanza intuitiva: si ‘sente’ quale stato d’animo viene indotto da un certo tipo di sonorità. Per chi invece ha la visione sottile aperta lo spettacolo dei mondi che vengono prodotti dalla musica è ancora più evidente. E, in certi casi, mostruosamente inequivocabile.

Quali elementi energetici sto richiamando? Quali forme creando? Quali entità provano simpatia per questo tipo di ‘musica’? Di vibrazione? Davvero non è molto difficile immaginare che tipo di entità energetiche si possano nutrire dei latrati prodotti da certi ‘cantanti’ di musica black o dark metal…

Il fatto che una musica mi attrae, ‘mi piace’,  ha un suo perchè, che va sfruttato in modo consapevole . Il modo giusto è esplorare la parte animica verso cui quella musica conduce, perchè è una parte di me che richiede attenzione. Ma non per essere nutrita indiscriminatamente: per essere studiata,  capita, e magari trasformata.

Assuefatti a stare male

Purtroppo invece l’essere umano è facile preda di abitudini e dipendenze, e anche un atteggiamento apparentemente così innocuo come ascoltare un tipo di musica che ‘piace’, può diventare una trappola. E quella zona dell’anima che viene stimolata e nutrita da quel tipo di musica comincia a crescere e a prendere il sopravvento, fino a che noi non sentiamo neanche più i suoi effetti. Proprio come una vera dipendenza chimica. Proprio come il cibo. Che ci intossica, ma siamo talmente assuefatti ai sintomi dell’intossicazione, che li riteniamo normali. (i.e. gonfiore addominale, stitichezza o colite, mal di fegato, mal di testa frequenti, spossatezza etc. etc.)

Così siamo talmente assuefatti ai sintomi della confusione mentale, della malinconia, della rabbia, dell’insoddisfazione, della ribellione e del nichilismo, che diciamo «e perchè dici che fa male? Io non sto male»
E invece si, stai male e non lo sai. Non lo sai fino a che non sperimenti qualcosa di altro, e non capisci quali zone elevate e luminose la tua anima non ha mai sperimentato perchè tu hai impiegato tutto il tuo tempo ad alimentare qulle buie e basse.

Quindi torno a ripetere: occhio a cosa si ascolta. E occhio a cosa si produce, per quelli che la musica, oltre ad ascoltarla, la fanno.