Stando alle versioni del Vangelo che ci hanno tramandato come ‘canoniche’, e alla dottrina del catechismo che ne è l’interpretazione accettata, Gesù morente sulla croce esclama la frase: “Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato“.

Gesù sulla crocePer aggirare le evidenti contraddizioni che questa frase comporta sono state elaborate le teorie più strampalate: è stata spesso usata come testimonianza della ‘umanità‘ del Cristo,  della sua sofferenza e perdita di speranza, nonostante fosse il figlio di Dio; oppure è stato detto che con queste parole Gesù avrebbe semplicemente recitato l’inizio del Salmo 22, come qualsiasi Giudeo del suo tempo, testimoniando così il suo amore per la Sacra Scrittura e la sua resa totale alla volontà di Dio, persino nel caso in cui la Sua Volontà fosse stata effettivamente quella di abbandonarlo.

Tuttavia queste interpretazioni non mi sono mai sembrate del tutto ‘esatte’, ho sempre ‘sentito’ che fossero solo dei tentativi di ‘mettere una pezza’ su qualcosa che ‘non avrebbe dovuto stare lì’.

Non è infatti semplicemente accettabile che un Essere Divino perda la speranza e si abbandoni a pensieri di sconforto, così come queste parole testimoniano.

Poi, leggendo il Vangelo di Nicodemo e la Pistis Sophia ho capito cosa è accaduto veramente.

descensus christi ad inferosIl Vangelo di Nicodemo fa parte dei cosìddetti ‘Vangeli apocrifi‘, quelli cioè che con il concilio di Nicea del 330 d.C.  sono stati considerati non ufficiali rispetto alla ‘vera’ fede cristiana. Il perchè siano stati scelti alcuni e altri no è a tutt’oggi realmente sconosciuto. Nessuno vi saprà dire realmente perchè, apparte srotolare qualcuna delle strampalate ‘pezze’ di cui sopra.

Ebbene, il Vangelo di Nicodemo (che tra l’altro contiene un interessantissimo resoconto della discesa di Gesù agli inferi) riporta un’altra frase pronunciata da Gesù prima della ben meno controversa ‘Padre a te affido il mio Spirito’.

Gesù, secondo Nicodemo, esclama: ‘Padre, ecco che la mia Forza mi abbandona’.

Questa frase, spiegata alla luce degli insegnamenti della Pistis Sophia (altro libro considerato non valido dai vigilanti della ‘vera’ fede cistiana) significa che Gesù si rende perfettamente conto che sta per morire ed avverte la dipartita da sé della sua parte spirituale, che sta per ricongiungersi al Padre. Infatti subito dopo dice ‘Ti affido il mio Spirito‘, – che è la stessa Forza di cui parla prima – .

La Pistis Sophia e la costituzione dell’uomo

Nella Pistis Sophia infatti (che è il libro che riporta gli insegnamenti del Cristo agli Apostoli dopo la sua resurrezione) Egli descrive in modo dettagliato la costituzione dell’essere umano. L’uomo è composto di tre parti mescolate tra loro: la Forza – che è la scintilla della Luce divina -, lo spirito di opposizione – che è l’aggregato di tutte le spinte a commettere errori e nefandezze che l’uomo riceve prima di nascere a seconda della pesantezza del suo ‘karma’ (anche se ovviamente la Pistis Sophia non parla di karma, ma è per intenderci) -, e  l’anima – che è la componente neutra, senza qualità, un pò come un involucro vuoto che stà li per essere riempito dall’una o dall’altro.

pistis sophiaQuindi Gesù, morente in croce, si rende conto che il processo della sua ascesa, la sua ‘vittoria sul mondo’, cioè sullo spirito di opposizione – sulle forze del male – sta per compiersi. Il suo sommo sacrificio stà avendo i suoi frutti e la sua anima, in procinto di morire, libera la sua ‘Forza’, come avviene in qualsiasi essere che muore (sempre come descritto nella Pistis Sophia). Essa si ricongiunge al Padre  (‘Ti affido il mio Spirito‘), mentre il resto delle componenti dell’uomo iniziano il loro peregrinare attraverso i vari mondi dove riceveranno trattamenti pari ai meriti o demeriti accumulati in vita (cfr. Pistis Sophia), per poi rincarnarsi a meno di non essere abbastanza pure da raggiungere il Regno della Luce.

Senza andare oltre nella dottrina del post-mortem contenuta in Pistis Sophia, qui volevo solo mettere in luce come, andando a spulciare tra ciò che la chiesa ‘ufficiale’ non ci dice, si trovano interpretazioni molto più coerenti e semplici (perchè la Verità E’ SEMPLICE) della vita e dell’Opera del Cristo, senza fare rocamboleschi voli mentali per cercare di far quadrare il cerchio laddove le scritture si contraddicono al loro stesso interno.