L’esterno esiste, non è vero che tutto dipende dalla nostra disposizione interiore.
L’esterno esiste ed è fatto di relazioni, situazioni e responsabilità da rispettare e onorare.
Negli ultimi anni c’è stato un gran focalizzarsi di una certa scuola di pensiero ‘olistica’ sull’importanza dell’interiore, riassumibile con il motto: cambia te stesso e cambierà il tuo mondo. Ci sta, e credo che fosse necessario questo sbilanciamento perché il vecchio paradigma era troppo incentrato sul ‘fuori’, ed era necessaria un’azione forte per spostare l’attenzione sul ‘dentro’.

Ma ora credo che siamo andati troppo oltre, ed è necessario fare un passo indietro. A volte sento parlare certe persone e sembra che siano fermamente convinte che non esista nulla al di fuori del loro mondo interiore, fino alla negazione anche di leggi universalmente riconosciute, come il Karma.
Non sono assolutamente d’accordo con questa visione: il mondo interiore interagisce inevitabilmente con quello esteriore, ci sono tempi, costrizioni, passaggi obbligati ai quali non ci possiamo sottrarre, non fosse altro che per dare al nostro ‘mondo interiore’ il tempo necessario ad evolvere e a realizzare il cambio che poi si realizzerà nel materiale.
Altrimenti diventa solo un nuovo subdolo mezzo per instillare insani sensi di colpa: ‘se il tuo mondo non cambia è colpa tua, non lavori abbastanza interiormente’.

Cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia, dicevano i matematici. Proiettare tutto fuori o proiettare tutto dentro sono due visioni limitate e limitanti della realtà. E’ solo nell’equilibrio che si trova la giusta misura.