Da tempo immemorabile gli elementali della natura hanno stabilito relazioni con l’essere umano per la sua evoluzione, non è niente di nuovo. Piante, animali, pietre, fuoco, acqua, terra…
Non necessariamente però sono tutti buoni, solo per il fatto di appartenere alla dimensione elementale della natura. Non per forza tutto quello che è ‘natura’ è ‘buono’.
Essi sono ‘spiriti’, con una loro peculiarità, una loro storia, una loro volontà, una ‘psiche’. Possono dunque essere ‘buoni’ o ‘cattivi’, e instaurare rapporti costruttivi o distruttivi con gli esseri umani, con la dimensione umana.

Partendo dalla mia esperienza personale – che è sempre una buona base di partenza – ricordo che ho fatto esperienza di questa pianta per la prima volta in età adolescenziale, a scopo ricreativo, fumandola in compagnia, per divertirmi ed accedere a un clima più socievole, più rilassato, più aperto, per abbattere le barriere della timidezza, per scoprire nuove aree di interazione etc. etc. etc.
Ma, man mano che apparivano in me i primi sintomi del disagio psicologico che più tardi si sarebbe manifestato come depressione e insonnia, sentivo che qualcosa non andava. Progressivamente i miei stati d’animo conseguenti al fumare marijuhana degradavano in stati ansiosi, paranoici e agitati.
Così ho smesso.

Per molti anni ho rifiutato ogni volta che mi è stato offerta, tanto più quando la soluzione ai miei problemi psicologici era ancora lontana, perché al contrario di quanti affermano che sia una cura per la depressione, a me acuiva i sintomi.

marijuana e spiritualitàPiù tardi tuttavia ho voluto nuovamente provare questa esperienza per vedere come la mia ‘nuova psiche‘ ormai guarita avrebbe vissuto l’esperienza.

Apparentemente le cose andavano meglio, la mia psiche ormai più stabile e non più nemica, non si spaventava e non si agitava all’affacciarsi di tutte le stranezze connesse con questo stato ‘diverso’ di coscienza, anzi cercava, come sicuramente fanno molti, di approfittare dell’apertura, gioire delle intuizioni, esplorare se stessa, andare più a fondo, analizzare, comprendere, rilassarsi…
Non era niente male…
Ma…

C’era sempre qualcosa di non chiaro dietro a queste esperienza, qualcosa che nonostante tutto mi teneva all’erta, non mi permetteva di accordare pienamente il mio assenso a questa pianta.

Un velo di non completa sincerità da parte di questo elementale, qualcosa che mi ha fatto concludere, a un certo punto, ‘questa pianta è ingannatrice‘.

marijuana, una prospettiva spiritualeChe significa ‘ingannatrice’? Significa che ti dà qualcosa, belle sensazioni, begli insights, intuizioni, profondità, rilassatezza, toglie il dolore, toglie la pesantezza, toglie i pensieri negativi… molto di tutto questo è descritto dai suoi sostenitori, ed è tutto vero.

Ma quello di cui loro non si accorgono è l’inganno dietro a queste concessioni, che non sono ‘gratuite’.

Lo spirito della marijuhana chiede in cambio qualcosa, e questo qualcosa purtroppo è la dipendenza. Ahimé, questa è la verità che non vuole accettare chi non è così avvezzo a guardare bene tra le pieghe dei propri pensieri, emozioni e sensazioni. Poco a poco la ‘maria’ ti trascina in suo potere, senza farsi vedere, senza farsi capire – è per questo che dico che è ingannatrice, potrei dire anche subdola -. Non è una dipendenza che ti distrugge, non è una dipendenza assillante, fisica, che provoca crisi di astinenza e porta al disfacimento della personalità. E’ silenziosa, è marginale, stà lì e neanche te ne accorgi. Però per qualche ragione, con buone motivazioni tipo ‘ma si, non fa male, anzi è una medicina‘, ‘ma si, non faccio male a nessuno‘, ‘ma si, stò bene, mi fa bene‘, ti ritrovi a fumare spesso e volentieri, a sentire il suo richiamo e a non volerne, più che non poterne, fare a meno. Questa è una forma davvero sottile di dipendenza.

spinelloDal punto di vista spirituale, poi, senntivo che quello che apportava questo elementale non è così ragguardevole come qualcuno vanta. Il suo potere, potremmo dire così, è solo psichico, significa che tutto quello che riesce a fare è muoversi all’interno degli spazi psichici, non apporta reali aperture ai mondi spirituali. Come diceva Pablo, uno sciamano peruviano di mia conoscenza,

“…non ti apre mai, sembra che ti apre, ma non ti apre”

Mariuhana e sessualità

Inoltre ricordo di aver avuto un altro tipo di esperienza non chiara, con questa pianta.

Ero in camera, ero andata a dormire, e stavo ‘viaggiando’ nel suo mondo, sulle sue ali, o meglio per le sue strade, perché come ho detto, questa pianta ‘non vola‘. Ad un certo punto ho sentito come una ‘chiamata’ a esplorare ambiti della mia sessualità, dei miei istinti, desideri, pensieri sessuali. Esplorando questo ambito sono stata portata di fronte a un’idea, un concetto di sessualità, di un tipo di pratica sessuale, che a ‘mente lucida’ avrei considerato perversione senza ombra di dubbio, ma in quella circostanza venivo spinta a considerarla ‘plausibile‘, quantomeno ‘esplorabile‘.

A dire la verità non ricordo bene di cosa si trattasse, né lo voglio ricordare. Perché ricordo sì, con esattezza, il disgusto e l’allarme provocati da quella ‘spinta’.
Qualcos’altro all’interno della mia psiche mi disse di osservare quella dinamica per vedere come fosse la pianta stessa a propormi quel tipo di esplorazione, e non semplicemente che io mi trovavo in spazi della mia psiche che erano sempre stati lì. In poche parole era roba sua, non mia. Mi resi conto che mi stava portando in spazi condivisi dalle migliaia di suoi utilizzatori in tutto il mondo, e che quello era ‘il suo dominio’, quello lo spazio in cui si muoveva, quelli i consigli e le istruzioni che poteva darmi

marijuana e sessualitàQuesta è stata l’ultima volta che mi sono permessa di sperimentare questa pianta.
Questa intromissione nella mia vita sessuale, questa spinta in basso, mi chiarì tutto sulla natura ingannatrice di questo elementale.  A una psiche non attenta, non formata da altre discipline di auto osservazione, di attenzione e di consapevolezza, questo viaggio poteva solo sembrare una semplice e naturale esplorazione di ambiti di esperienza normali e possibili. Ma a chi sa, a chi è educato, salta agli occhi che si tratta di una pericolosa scivolata verso il basso. E soprattutto di una intromissione non chiara, non dichiarata, un suggerimento ‘subdolo’ e nascosto, degno di un perfido consigliere oscuro.

E così ho lasciato perdere, ed ho bollato questa pianta come poco utile, se non dannosa.

Conclulsioni

Dopo più di un anno sono incappata in uno scritto di un Maestro spirituale legato alla tradizione gnostica che così apostrofa la marijuhana:

“le sue radici affondano nella immondizia lussuriosa del pianeta”

In quel momento mi sono ricordata di ciò che avevo sperimentato, di ciò che avevo intuito, e di come avevo deciso di abbandonare questo elementale che non mi dava nessuna fiducia. E ho capito che avevo avuto una giusta intuizione, e che avevo giudicato bene.

Continua quel Maestro dicendo che

‘la marijuhana è uno spirito che è stato pervertito‘ e che di conseguenza ‘per nutrirsi non può più attingere ai flussi luminosi dello Spirito, ma è costretto ad attingere le forze delle persone che lega a sé, per garantirsi sostentamento‘.

Che spinta evolutiva possiamo aspettarci da un elementale che non è più collegato con i flussi luminosi dello Spirito? Non essendo collegato ai flussi dello Spirito non può sapere in che direzione spingere l’essere umano per la sua evoluzione. Dovendolo legare a sè per garantirsi sostentamento gli darà semplicemente ciò di cui lui crede di avere bisognoun divertimento effimero, illusorio, una falsa esplorazione della psiche, limitata delle tendenze psichiche legate all’ego e ai suoi falsi piaceri, come la lussuria, appunto.

E l’uomo, ignaro e incosciente come è, ci crede e la segue. Tanto che la marijuhana verrà legalizzata, presto o tardi, e contribuirà a far cadere l’uomo nel baratro verso cui si stà dirigendo, allegramente e spensieratamente.